La notorietà e il fascino della Città Eterna, ma soprattutto la tradizione millenaria dell’enologia del Lazio, trovano nella Doc Roma la perfetta sintesi. E’ infatti il vino che si candida a diventare ambasciatore delle viticoltura regionale,
proprio perché esprime al meglio il legame con la sua terra d’origine, evocando allo stesso tempo la storia e la magnificenza dell’Urbe, conosciuta e ammirata in tutto il mondo e per questo fortemente riconoscibile.
Sette le versioni previste da disciplinare:
• “bianco”, anche nella versione amabile
• “rosso”, anche nella versione amabile
• “rosso riserva”
• “rosato”
• “Romanella” spumante
• “Malvasia puntinata”
• “Bellone”

Tredici le tipologie di vino che dal punto di vista analitico e organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, che ne permettono una chiara individuazione rispetto all’ambiente geografico d’appartenenza:
– “Roma” bianco – Classico bianco: vino fresco ed equilibrato, con colore giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli, odore delicato etereo con note floreali e fruttate, sapore asciutto e armonico.
– “Roma” Bellone – Classico Bellone: vino fresco ed equilibrato, con colore giallo paglierino talvolta con riflessi verdognoli, odore caratteristico, gradevole con note floreali e fruttate, sapore secco, equilibrato, sapido.
– “Roma” Malvasia puntinata – Classico Malvasia puntinata: vino fresco ed equilibrato, con colore giallo paglierino carico, odore caratteristico della varietà, gradevole con note floreali e fruttate, sapore secco, equilibrato, morbido.
– “Roma” rosso – Classico rosso: buona struttura e presenza di buone dotazioni polifenoliche e tanniche polimerizzate, che conferiscono al vino un giusto corpo e assenza di ruvidezza. Il vino presenta un colore rosso rubino con riflessi violacei anche tendenti al granato con l’invecchiamento, odore intenso e caratteristico con sentori fruttati, sapore secco, armonico con buona struttura e persistenza.
– “Roma” rosso Riserva – Classico rosso Riserva: buona struttura e presenza di buone dotazioni polifenoliche e tanniche polimerizzate, che conferiscono al vino un giusto corpo, assenza di ruvidezza e buona longevità. Il vino presenta un colore rosso rubino con riflessi violacei anche tendenti al granato con l’invecchiamento, odore intenso e caratteristico con sentori fruttati che sfumano a favore di quelli speziati o fenolici associabili al legno, sapore secco, armonico con buona struttura e persistenza.
– “Roma” rosato – Classico rosato: leggero di corpo, fresco, vivace, con colore rosato più o meno intenso, odore delicato, fine, sapore secco, fresco, fruttato, sapido.
– “Roma” Romanella spumante: vino fresco ed equilibrato, con colore giallo paglierino tenue con perlage fine e sottile, odore delicato e caratteristico, sapore armonico, vivace da brut a extradry.

Al sapore tutti i vini presentano un’acidità normale, un amaro poco percepibile, poca astringenza e buona struttura, che contribuiscono al loro equilibrio gustativo.

L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione dei seguenti aspetti tecnico produttivi:

– base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione, sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area geografica considerata: la Malvasia puntinata, il Bellone, il Bombino bianco ed il Trebbiano giallo e verde per i vini bianchi, il Montepulciano, il Cesanese di Affile, il Cesanese Comune, il Sangiovese per i vini rossi;
– forme di allevamento, sesti d’impianto e sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare (84 hl/ha per le tipologie bianche e 70 hl/ha per le tipologie rosse e rosate);
– pratiche relative all’elaborazione dei vini, che sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione in rosso dei vini tranquilli, adeguatamente differenziate per la tipologia di base e le tipologie riserva e superiore, riferite quest’ultime a vini rossi maggiormente strutturati, la cui elaborazione comporta determinati periodi di invecchiamento e affinamento in bottiglia obbligatori.

 

 

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